venerdì 25 maggio 2012

Si trema. Fuori e dentro.

Che dovremmo abituarci. Forse solo per un po'. Speriamo sia un po' poco, e non un po' molto.

Che si sente di qualcuno che inizia a crollare psicologicamente.

Che la terra, una terra che io amo questa qua della pianura, continua a tremare.

Che anche oggi siamo usciti dagli uffici di corsa, giù per le scale e tutti fuori nel parcheggio. Una scossa bella forte, e poi ancora un'altra. Senza contare tutte quelle in mezzo, sono giorni che non smette. Che anche se non ce l'avessero detto i capoccia saremmo andati a casa ugualmente.

Che il 99% dei discorsi che fai è sul terremoto, su questa o quella notizia, su come dormi, su come è messa la tua casa, sugli sciacalli, su cosa è crollato e su cosa tireranno giù, sulla tendopoli e i casini che ci sono già al suo interno, sul dispiegamento enorme (ma piuttosto che il contrario è meglio così) di protezione civile, polizia, vigili del fuoco, militari, chiunque.

Che come se ne esce? Non è facile.

Che dicono sia dal 1300 che questa terra non tremava così tanto e così forte, e noi che siamo vivi in questo periodo è toccato beccare questo bel cambiamento, che forse farà cambiare idea sulla sismicità della zona.

Che sapete cosa mi manca più di tutto? La routine, la normalità quotidiana, quella che ogni tanto odiamo. Quella che (spero) state vivendo voi lì fuori.
E di tutta questa routine mi manca il suonare, è la cosa che mi manca di più in questi giorni. Corro su a prendere una chitarra ogni tanto, suono lungo le scale, come se dovessi scappare da un momento all'altro.

Che lo so che c'è di peggio e chi sta peggio, ma a me manca quello. Bando alle ipocrisie, mi manca la mia sala musica, i miei strumenti, fosse anche per fare tre accordi dopo una giornata di lavoro.

Che è veramente strano ragazzi (e ragazze, ma anche adulti o qualunque cosa vi vogliate autocertificare) vivere così, ma veramente. Se me l'avessero detto un mese fa non c'avrei creduto.

Che in questo periodo ve lo giuro, non sto sognando. Ma proprio zero. E invece quando sono sveglio a volte mi chiedo se sono in un sogno, un brutto sogno. Sol che sembra non finire, non suona la sveglia o non mi alzo di scatto accedendo la luce. E' già tutto acceso. E allora, senza voler fare l'eroe, avrò i miei crolli, come tutti qua intorno, e spererò di trovare un po' di coraggio per andare avanti e trovare la normalità anche dove sembra essercene poca. O comunque diversa.



martedì 22 maggio 2012

sono una merda lo so

sì lo so, è una vita che non scrivo un post.
Non so neanche io quanto, basterebbe guardare qua sotto direte voi, effettivamente...

Avete il diritto di non crederci, ma ci sono stati molti fattori "tecnici" che mi hanno quasi definitivamente impedito di aggiornare il blog. E sarà così anche in futuro, salvo cambiamenti che per il momento non si prospettano all'orizzonte neanche col binocolo.

E, ironia della sorte, vi scrivo oggi. Ironia perchè sono un terremotato, oddio a me è andata bene, la casa è a posto (è la seconda volta che sto qua al pc, c'ho provato ieri ma all'ennesima scossa son corso giù e vaffanculo al pc). Qua la terra continua a tremare, e ti vengono in mente tutti i titoli dei giornali o i servizi alla tv dall'Aquila, e pur non essendo stato così grave come là, certi aspetti del terremoto sono identici.
E' tutto così strano, il dormire fuori in auto, le tendopoli qua nei campi sportivi, le case e i capannoni mezzi crollati o crollati del tutto. La gente fuori dalle case, le continue scosse che vi giuro continuano e continuano.
Che due palle. Oggi avevo voglia di normalità, son salito e son qui che scrivo. Ho anche la finestra spalancata, erano 3 giorni che non l'aprivo ma mi sembrava un anno.

Ci vorrà tempo. E che a noi è andata bene, c'è chi sta peggio, tra parenti delle vittime, sfollati, aziende chiuse, e chissà quali altri effetti "collaterali". La nostra non è (o non era zona sismica) ma ora lo è diventata. O almeno per noi è così. E' come quando hai un attacco di panico per la prima volta e ti convinci che allora ti potrà capitare in futuro in qualsiasi momento e pensi che è un casino.
Ecco, un casino.
Però sto bene ecco. Solo un po' cotto, frastornato e allucinato dai ritmi e dai paesaggi stravolti. Ma l'importante è che stiamo bene.
Un abbraccio a tutti, è una vita che non vi scrivo ma mica vi dimentico.
Ciao

venerdì 20 aprile 2012

Addio a Levon Helm

Arrivo con un po' di ritardo nel dire che se n'è andato anche Levon...così, lo dico in maniera confidenziale.
Non aggiungo nulla, chi vuole può addentrarsi nella musica di The Band o in quella della sua carriera solista. Male non fa, anzi.
Per chi non lo conosceva: nel video qua sotto "lui è quello che canta e suona la batteria" (spiegazione che da i brividi effettivamente). Un giorno triste. Davvero.

lunedì 16 aprile 2012

la posta del cuore (sto esagerando, lo so)

"Caro raccontinellastalla,
ieri notte ho sognato la mia ex (non c'è un modo di dire diverso da "ex"? "Precedente" suona male, sembra un curriculum -peraltro il mio sarebbe bello corto- ma anche ex non rende mica l'idea, poi sembra un termine matematico), e quando mi sono svegliato ero veramente rintronato, o meglio, più rincoglionito del solito. Quella lei che ogni tanto torna a fare capolino dentro di me. Niente di preoccupante, però ecco.
Che col passato devo farci i conti, il fatto di andare in analisi aiuta, come la pubblicità della Dufuor, ma non basta. E allora ieri mi son messo a cercare qualche foto o notizia di lei in rete, in modo da vedere la mia reazione di fronte ad un nome e ad un viso che nei miei pensieri sono associati alle seguenti idee: cotta, infatuazione, amore, sessonientemale, laragazzaallepocapiùcarinadelmondo, giovinezza, spensieratezza, gliannipiùbellidellamiavita, ma anche melhaimessonelculomamicariescoadincazzarmiconte, dolore, pianti, cuorespezzato e strascichivari.
E non trovando praticamente nulla, se non il suo nome legato al suo lavoro, mi sono messo a fissarne il nome. Si fa con quello che si ha. Ho concluso che in fondo a me, il Nowhere Man, in fondo questa persona non dice nulla. In fondo. Se mi si tolgono i ricordi non credo che rivedendola avrei un altro colpodifulmine (ecco colpodifulmine l'avevo dimenticato): anzi, per come sono adesso forse un pochettino mi darebbe da fare come ragazza. Che adesso sono una persona matura, sì.
Allora è tutto dentro di me? Ho idealizzato i ricordi di un periodo "giovane" in cui tutto era in effetti più spensierato, ho idealizzato il primo amore, poteva essere lei come poteva essere qualsiasi altra così scapestrata da unirsi a me, anche in senso biblico? (sentimentalmente solo in parte, ma non ci facevo caso all'epoca).
Preso atto di questa cosa è ovvio che poi non so come si procede. Ovvero, come fare un update al mio cervello? Update fa tanto nerd che non potevo non usarlo... Non voglio eliminare niente dei ricordi che ho sia chiaro, sorvolando che sarebbe un po' impraticabile, solo vederli per quello che sono.

Suggerimenti? Consigli?"



(e' consentito nei commenti scrivere "risponde la dottoressa/il dottor ... psicologo/sessuologo etc" o anche "inculati Nowhere Man", o anche "ma come cazzo sei messo Nowhere Man")

domenica 15 aprile 2012

la mia famiglia e altri animali (e una bella scoperta, e una bella scopata, e una bella retorica)

Ho preso a prestito il titolo di un libro che non ho mai letto (ma così faccio bella figura tra chi non va saggiamente oltre al titolo dei post) ma che forzando un po' la mano c'entra.

Che parte della mia famiglia è come la famiglia Flanders, e poco tempo fa mi sono ritrovato (complice anche una buona giornata senz'ansia) a passare da mia sorella per salutare un po' tutti, che era da un po' che non c'andavo. Non c'andavo nonostante la distanza a voi possa apparire ridicola, infatti mica ve la dico, ma a me sembrava di no. Ecco. Che italiano stupendo che uso.
Beh insomma, sto lì al massimo un quarto d'ora, non dico niente di chissà che, si gioca coi nipotastri, si parla un po' delle novità, degli aggiornamenti e bla bla bla.
Se non che il giorno dopo mi arriva un sms di mia sorella con l'invito a non parlare di argomenti religiosi (potete immaginare l'opinione che avevo espresso il giorno prima, solo fidatevi quando scrivo che i miei modi erano garbati e parlavo senza rancore), beh dicevo l'invito a non parlare di religione o persone inerenti alla religione davanti ai miei nipoti.
Il motivo? "PERCHE' VOGLIO CHE SI FACCIANO UN'IDEA LORO".
Un'idea loro?????????????????????????????????????????????????????
Non vi dico le loro età, ma il più grande è nel mezzo delle elementari quindi fate voi.
Un'idea loro?????????????????????????????????????????????????????
Ma la "fede" della quale i genitori sono convinti non è un'idea loro, dei nipoti dico. Lascio stare "i grandi". Ma cazzo. Sono stati abituati così, sono stati educati così. Se crescendo gli si diceva di adorare il sole e la luna lo facevano. Un'idea loro?????????????????????????
Inutile dire che mi sono girati un attimino i maroni, poi mi sono calmato e mi sono arreso all'idea che in fondo sono figli loro e non mi devo intromettere.
Ma non mi si venga a dire che sono liberi di farsi le loro idee. Primo non ne sono ancora del tutto capaci; secondo, ma non meno importante, le loro idee sono già state incanalate verso una direzione e lo saranno ancora per parecchio tempo.
Sarà che visto il percorso del sottoscritto vorrei che i nipotastri non venissero su stile banderuole al vento (oddio possono anche volare via, a me è successo) e vorrei che si aggrappassero a qualcosa di diverso di una fede imposta. Sono viaggi miei lo so, ma come ho già detto in altri post, spesso rivedo alcune parti di me in loro ed evidentemente ho uno stimolo naturale che mi fa credere di poterli avvisare su certe cose, meglio di come potrebbero fare i loro genitori o altri della famiglia. Presunzione credo si chiami. Comunque...

Avete passato una bella pasqua?
Io ho fatto una bella scoperta, ho scovato un'artista che non conoscevo, e quando scopro certe cose sono più carico di un bambino quando apre i regali di natale (tanto per stare in tema di festività). Che allegria che ho addosso, è difficile da spiegare...quindi manco ci provo. Sto parlando di Emitt Rhodes, volevo mettervi un video dal tubo ma c'è poca roba e non credo gli faccia onore. Posto invece questo bellissimo brano di Elliot Smith, tanto per rimanere in tema di Beatleseque. Sì, c'è un collegamento musicale tra i due, anzi più di uno.




La bella scopata ci stava bene invece come specchietto per le allodole, in realtà si tratta dell'orgasmo (o presunto tale) che la mia vicina ha avuto ieri a mezzogiorno e quindici precise; siccome lei ci teneva a farmelo sapere con le sue urla, io lo faccio sapere a voi. Che più siamo e meglio è.

La bella retorica invece riguarda quel giocatore che è morto ieri. Non mi appassiona il calcio, non mi è mai interessato (se non le partitelle tra amici, ma non ricordo l'ultima che ho fatto). Però un po' di morale la volevo proprio fare: che va bene che il calcio in Italia è sacro, che oggi il paese sembra fermo senza le sue partite, che i giornali, telegiornali, siti e via discorrendo aprono tutti su questa notizia.
La stessa Italia che invece non si è fermata per la sentenza sulla Strage di Piazza della Loggia: tutti assolti in appello (e le parti civili che dovranno pagare le spese processuali). Questo mi fa incazzare, per il sottoscritto questo dovrebbe fermare un paese, o se volete "anche questo" dovrebbe fermare un paese. E invece no. Io non oso immaginare i familiari delle vittime come possono sentirsi.. Scusate la retorica ma mi avevo avvisato fin dal titolo.

Un abbraccio a tutte e tutti!